un ringraziamento aJean-Paul Manganaro,Ermelinda Bonifacio, Angelo Pavia, e ad Eleonora Attolico
e aGiuseppe
Battaglini, direttore del Centro Studi napoleonici dell’Elba
Spettacolo in lingua francese
Istituto Italiano di Cultura di
Parigi 73, rue de
Grenelle, 75007 Paris
Potete confermare la vostra
presenza chiamando il +331 44 39 49 39.
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NAPOLEONE E L’ITALIA
Quattro
sono i personaggi evocati in questa pièce dal Narratore: Charles Maurice
Périgord de Talleyrand, Principe di Benevento, il più geniale
voltagabbana del suo secolo, quello che Napoleone definì con rara volgarità “un
sacco di merda in una calza di seta”; il fastoso e piumatissimo
Gioacchino Murat, bellimbusto fascinoso e generale impetuoso; una morbidissima
Paolina, qui non soltanto smagliante di bellezza provocatoria, ma
imprevedibilmente coinvolta nelle trame della grande politica: e, naturalmente,
Lui, Napoleone Buonaparte, prima e dopo che quella U italiana scomparisse dal
suo nome.
Italiano,
Napoleone? Certamente, per origine indiscutibile, ma, come lo sono molti
italiani, più radicati nella loro propria terra, regione, paese, che nella loro
identità nazionale. Còrso, sì, fino al midollo, di quell’isola scabrosa e
violenta, di cui conservò le tracce per tutta la sua vita.
E
francese, di una patria all’origine detestata da ribelle e poi, per tutta la
sua vita, amata fino all’adorazione, come una scelta che avvolgeva la sua
grandezza.
I
quattro personaggi convengono qui, all’Hotel Gallifet, dimora di Maurice de
Talleyrand, che conserva ancor oggi vestigia preziose della sua presenza;
convocati da un Narratore che ne stimola i ricordi e ne provoca i conflitti.
Tema
centrale di questo insolito convegno: il rapporto che legava Napoleone e
l’Italia: un complesso di sentimenti contrastanti: venerazione della sua grande
storia, spregio per le sue condizioni politiche del tempo, ammirazione
della sua arte, concupiscenza delle sue donne, brama di ridestarne la
grandezza: sempre all’ombra, comunque, della sua grande sorella.
Attorno
a questo tema si animano le passioni, i sentimenti e i risentimenti degli altri
tre personaggi, che evocano aspetti diversi, e non generalmente noti, della
vita di quell’italiano anomalo, senza risparmiarsi alcuni beffardi
riferimenti al presente.
È
questa la giusta occasione per ringraziare Rossana Rummo, che ci ha invitato a
riprendere qui a Parigi questo nostro piccolo spettacolo che è stato creato nel
2009 a
Roma da Esplor/Azioni, al Museo Napoleonico,
alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
E’
forse valsa la pena di resuscitare quel tema oggi, a quasi centocinquant’anni
dall’unificazione di quell’Italia che fu per la prima volta ridestata dai
cannoni di Marengo.
Giorgio e Maria Stella Ruffolo
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